Spettacoli per le scuole

10 DICEMBRE 2018 – ANTEPRIMA –

AUDITORIUM GUARASCI COSENZA
[PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE]

ORE 9:30

“FACCIA A FACCIA”

CON NICOLA GRATTERI E ARCANGELO BADOLATI



12 DICEMBRE 2018

AUDITORIUM GUARASCI COSENZA
[PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE]

ORE 9:30

“LA DANZA DELLE FARFALLE”

DI E CON ANDREA LUCISANO E EVELYN EGNER




13 DICEMBRE 2018

AUDITORIUM GUARASCI COSENZA
[PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE]

ORE 9:30

“PRIMA CHE LA NOTTE”

CON CLAUDIO FAVA


FACCIA A FACCIA
con Nicola Gratteri e Arcangelo Badolati

“6 DOMANDE”
AL MAGISTRATO ANTI-‘NDRANGHETA E AL GIORNALISTA D’INCHIESTA

NICOLA GRATTERI

Nicola Gratteri è nato il 22 luglio del 1958 a Gerace (RC) ed è un magistrato, ex Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Ca- labria, attualmente Procuratore del Tribunale di Catanzaro. Dopo aver conseguito la maturità scientifica si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania per poi entrare in magistratura.

E’ uno dei magistrati più noti della DDA (direzione distrettuale antimafia) in prima linea nella lotta contro la ‘Ndrangheta e vive dall’aprile del 1989 sotto scorta.
Il 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria. Durante il Governo Letta è stato designato componente della task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata e nel febbraio del 2014 è circolato il suo nome quale candidato alla carica di Ministro della Giustizia. Il 27 febbraio del 2014 è stato nominato dalla presidentessa Rosy Bindi, consigliere della Commissione parlamentare antimafia ed il 1° agosto del 2014 diventa Presidente della commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie.

Nicola Gratteri ha partecipato a diversi programmi televisivi, è stato insignito di nu- merosi riconoscimenti ed ha scritto numerosissime opere dedicate al tema della cri- minalità organizzata. L’ultima, scritta insieme ad Antonio Nicaso, è “Storia Segreta della ‘ndrnagheta” (Mondadori – Ottobre 2018).

ARCANGELO BADOLATI

Arcangelo Badolati, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, è capo- servizio del quotidiano “Gazzetta del Sud”. Autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi, ha seguito, negli ultimi venti anni, i più im- portanti processi celebrati in Calabria. E’ componente del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell’Università della Calabria ed ha collaborato con il “Tempo” di Roma, “L’Indipendente” di Milano e l’Agenzia giornalistica Italia (Agi). E’ autore, inoltre, con Marisa Fallico, di “Nera di Calabria” una delle trasmissioni te- levisive più seguite della regione. Ha vinto numerosissimi premi, tra i quali il Premio “Alarico” (2003); il Premio “Aurora” (2005); il Premio letterario “Pasquale Rossi” (2006); il Premio “Unesco” per il giornalismo (2009). Ha ricevuto anche un riconosci- mento speciale per la cronaca al Premio “Giovanni Losardo” (2004) e una menzione d’onore al Premio “Ramoscello d’ulivo” (2007). Ha pubblicato numerosissime opere, l’ultima nel 2018 è “Santisti & ‘ndrine: narcos, massoni deviati e killer a contratto” (Pellegrini Editore).


LA DANZA DELLE FARFALLE

DI E CON ANDREA LUCISANO ED EVELYN EGNER

La Danza delle Farfalle è una scuola filosofica e artistica in movimento.
Un laboratorio di ricerca sull’educazione affettiva ed emotiva, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, che parte dalla considerazione che Anima in greco si dice “Psychè” che vuol dire Farfalla. Insegnare ai bambini che il pensiero è libero di volare nel cielo dell’immaginazione, significa educarli alla libertà ed alla felicità.
La Danza delle Farfalle è una lezione spettacolo che guida la platea alla comprensione di un sentimento cosmico che muove la vita sul nostro pianeta chiamato Amore Universale.
San Francesco, Gesù, ma anche John Lennon ad esempio, ne compresero l’essenza e cercarono durante la loro vita di farne dono ai loro contemporanei.
Andrea Lucisano, musicista, regista, filosofo e poeta, esperto di “Educazione non formale” ed autore di alcune opere importanti per le scuole (una su tutte La volpe Sophia, cartone animato antimafia studiato nelle scuole di tutta Italia), è convinto che educare i bambini ai beni immateriali possa essere un’opportunità per salvarli dalla corruzione e dalla malavita.
Insegnare loro la grazia, la gioia, l’amicizia e la fratellanza, significa renderli felici ed aiutare il nostro mondo ad essere più bello.

Durante l’evento i partecipanti, accompagnati al pianoforte, impareranno una canzone filosofica per allargare gli orizzonti del pensiero e uniti in un canto corale, vivranno il volo delle farfalle nel cielo azzurro, tra sorrisi e speranze. Con la maestra d’arte Evelyn, impareranno a realizzare un simbolo che porteranno a casa.

“Il mondo cambierà, perché il cielo accoglierà, i desideri che ogni bimbo esprimerà.”

La Danza delle Farfalle sostiene e favorisce la produzione dei luminosi pensieri dei bambini per migliorare il futuro del loro paese, in un unico coro per una rinascita che investa la comunità portando entusiasmo e vitalità, perché

“I desideri dei bambini sono ordini per il futuro.”


“PRIMA CHE LA NOTTE”

PROIEZIONE DEL FILM DI DANIELE VICARI E INCONTRO CON CLAUDIO FAVA

Prima che la notte è un Film TV del 2018, di Daniele Vicari, che racconta la storia di Pippo Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984. Il giornalista siciliano Giuseppe Fava, torna a Catania dopo un periodo di soggiorno a Roma, dove stava lavorando a diverse opere teatrali e cinematografiche. La sua idea è aprire una nuova testata giornalistica per denunciare l’illegalità e la corruzione. Per la creazione del giornale Pippo mette assieme un gruppo di giovani giornalisti, tra i quali suo figlio Claudio. La testata viene chiamata “Giornale del Mezzogiorno”, e racconta senza censure tutto quello che avviene nel catanese. In seguito a diverse sparatorie, il giornale inizia ad occuparsi da vicino della mafia e dei suoi movimenti, in particolare quelli del boss Santapaola. Nonostante le intimidazioni della criminalità e le incomprensioni con l’editore, Giuseppe riesce a vendere molte copie ma, ben presto, l’editore colluso lo licenzia. I suoi giornalisti occupano per protesta la redazione alcuni giorni, ma alla fine sono costretti ad arrendersi. Pippo non si dà per vinto e convince i suoi ragazzi ad aprire un nuovo giornale autofinanziato. Nonostante le difficoltà economiche, il nuovo giornale, chiamato “I Siciliani”, ha un enorme successo. Diversi imprenditori catanesi, vicini ai Santapaola, tentano di convincerlo ad abbandonare il suo giornale offrendogli persino del denaro, ma Pippo rifiuta. La situazione si fa sempre più tesa tra le difficoltà economiche e i diverbi interni alla redazione. Il giornalista, nonostante tutto, mette un’ipoteca sulla casa per ricavare del denaro e continuare a stampare. Una sera però, appena uscito dalla redazione, viene raggiunto da un’auto che lo stava pedinando e viene ucciso. La sua improvvisa morte lascia tutti nello sconforto, ma il gruppo di giornalisti, guidati dal figlio Claudio, riprende il lavoro. Le indagini sulla sua morte vengono deviate addirittura su una pista passionale, ma successivamente la realtà verrà a galla, e diversi imprenditori, collusi con la famiglia Santapaola, saranno arrestati e condannati.

CLAUDIO FAVA

Giornalista, scrittore, sceneggiatore e politico italiano. Tra i romanzi: Nel nome del padre (1996), Il mio nome è Caino (1997), La notte in cui Victor non cantò (1999), tutti editi da Baldini e Castoldi. Ultimo Il mar della Plata (2013), sul massacro di una squadra di rugby da parte della dittatura argentina, nel ’78. La sceneggiatura di maggior successo è I cento passi, insieme a Monica Zappelli e Marco Tullio Giordana. Laureato in Giurisprudenza è figlio del giornalista Pippo Fava. Sull’assassinio del padre ha scritto un testo teatrale, L’istruttoria (2006), per farlo ha usato gli atti del processo: duecentotrentaquattro udienze, duecentosessanta testi oculari ascoltati, seimila pagine di verbali.

Nel 2007 è sceneggiatore della fiction Il capo dei capi (racconta la storia di Totò Riina). L’allora ministro Mastella voleva sospenderla perché diseducativa: «Ne fa un eroe. Non l’ho vista, ma lo so per certo». Fava rispose: «Non è un film western con buoni circondati da un’aura di santità e cattivi rozzi e stupidi. I mafiosi vanno descritti per come sono, cercando di capire che esiste anche una seduzione del male, con capacità di agganciare le anime dei ragazzini». Dal 16 maggio 2018 è presidente della Commissione antimafia dell’ARS.